Ceskoz & Kollaps: due come voi, che si credono meglio.
ALEC EMPIRE - The Golden Foretaste Of Heaven
THE BLACK KEYS - Attak & Release
RAMONES - I' Don't Want To Grow Up
RANCID - Ruby Soho
NOFX - Perfect Government
E siccome che non siamo cecati e abbiamo beccato qualche furbetto in giro per la rete, ora abbiamo questo. Che non serve a un cà sss, ma fa fighi e non impegna.

Ieri sera, in un momento di sommo autolesionismo, ho deciso di guardare “Anno Zero”.
Non voglio entrare nel merito delle stronzate che mi è toccato sentire, voglio solo dire che
Ma brutta brutta, eh!
Pare una mummia a cui hanno messo due würstel al posto delle labbra, con i capelli bruciati dalle numerose tinte, i tessuti della pelle del viso mollicci e cadenti restaurati alla bellemeglio con chili di fondotinta color terra di Siena e un paio di scarpe inguardabili.
Bruttissima, davvero.
Bruttissima.
Boh, dopo questa uscita, vado a rifarmi un paio di tette nuove, due, perché non sono mica un mostro, io!
Nel silenzio notturno del commissariato, la voce del maresciallo Spaccapietra ebbe lo stesso effettuo di un tuono: i vetri della stanza vibrarono, lo sfigato seduto dall’altro lato della scrivania fece un sobbalzo sulla sedia, l’appuntato addetto alla trascrizione del verbale pure.
- ORA BASTA, MI HAI ROTTO I COGLIONI!
Il ragazzo continuava a grondare sudore da tutti i pori della pelle. Bianco come un cencio, aveva su lo sguardo disperato tipico di chi è stato appena infinocchiato e non riesce ancora a capire come e quando sia potuto capitare.
Il maresciallo Spaccapietra finalmente se ne accorse. Era un uomo d’azione confinato in un commissariato di una zona piuttosto tranquilla della città a causa di una non proprio chiara sanzione disciplinare per un paio di sganassoni rifilati a un collega, con il quale stava discutendo di cazzi suoi, e non di cazzi di servizio. Non potevano certo aspettarsi comportamenti degni di un trattato sulla psicologia da uno come lui.
Ma dopo tre ore di interrogatorio, vedere il povero cristo in quelle condizioni lo fece impietosire. Tirò fuori una sigaretta dal pacchetto e se l’appoggiò alle labbra, senza accenderla. Allungò le gambe sotto la scrivania e si stravaccò sulla sua poltroncina girevole.
Sto invecchiando – pensò tra se e se – un tempo a un coglione del genere gli avrei fatto confessare anche l’omicidio di Topolino. Si alzò, lo prese per le manette e lo trascinò in guardiola. Si accese la sigaretta e tornò nel suo ufficio.
- Appuntato Scalise da Sciacca! – disse con finto accento siciliano - Potiamo fare ‘sta vita? Che minchia hai scritto su quel verbale?
Gli piaceva imitare Montalbano. Non quanto imitare Baretta, però. Era il migliore nel farlo. Neanche Baretta era Baretta quanto lui
- …niente, marescià…solo un numero…
- Solo un numero, eh? Solo un numero…e secondo te, lo smilzo, qua, ci sta pigliando per il culo oppure è veramente sotto shock?
- Che vi devo dire, marescià?
- Che mi devi dire? Quello che pensi, minchione!
- Secondo me sta male sul serio. Non ha detto altro per tutta la sera. Ha sempre e solo ripetuto lo stesso numero. Son tre ore che andiamo avanti così, marescià. Io chiamerei un medico.
- Tu dici, eh? Tu chiameresti un medico…però noi questo l’abbiamo trovato all’una di notte mezzo nudo mentre si lavava nello stagno del parco con un bagnoschiuma Calvin Klein, senza documenti e con diciottomila euro in contanti dentro lo zainetto che si portava appresso. Come me lo spieghi? Mah…facciamo così. Proviamo un’ultima volta. Se rincomincia con la stessa solfa, chiamo il medico. Che dici?
- Dico che per me va bene, marescià.
Il maresciallo Spaccapietra spense la sigaretta, tornò in guardiola, riprese il ragazzo per le manette e lo riportò nel suo ufficio.
- Allora, sentimi bene – disse guardando fisso negli occhi – adesso io ti faccio delle domande. Come prima. Proprio come prima. Ti ricordi di prima, sì? Giuro che se mi pigli per il culo, non solo me ne accorgo subito, ma poi te la faccio pure pagare. Gli amici, qui – con l’indice fece roteare l’aria all’interno della stanza - mi chiamano Baretta. Ti ricordi anche di Baretta, sì?
Lanciò un’occhiata ammiccante all’appuntato per tranquillizzarlo. La sua era solo una tattica per spaventare il ragazzo.
- Bene. Allora io comincio, eh!
Si raschiò la voce con un leggero colpo di tosse e prese il foglio dattiloscritto.
- Nome!
- …ventinove…
- COGNome!
- …ventinove…
- DATA DI NASCITA!
- …ventinove…
- MAVAFFAMMOCH’ A CHITEMMURT’! – urlò il maresciallo con tutta la sua rabbiosa pugliesità.
- …ventinove…
rispose ancora il ragazzo.
Il maresciallo cominciò a ridere, seguito a ruota dall’appuntato che già dal secondo “ventinove” era lì lì per esplodere.
Alzò la cornetta e, sghignazzando come un bambino, compose il numero del medico di guardia.
Uno squillo.
Due squilli.
Tre squilli.
Quattro squilli.
- Pronto… - rispose il medico con la voce impastata dal sonno.
Il maresciallo provò un senso di piacevole sadismo nell’aver svegliato il medico. Non succedeva mai un cazzo in quella caserma, il porco era un tipico mangiapane a tradimento. Finalmente si era presentata un’occasione per renderlo utile. Stava per presentarsi e spiegargli l’accaduto quando ebbe un attimo di esitazione.
- Pronto! – disse nuovamente il medico.
Il maresciallo Spaccapietra continuò a esitare. Poi un sorriso gli si allargò sulla faccia ispida di barba incolta. Strizzò l’occhio all’appuntato Scalise e poi, con tutto il fiato che aveva in corpo, urlò alla cornetta:
- VENTINOOOOOOVEEEEEEE!
e riagganciò.


Poi ci sono quelle canzoni che ti sorprendono così, di punto in bianco, durante un ascolto distratto di quanto scaricato negli ultimi tempi.
Canzoni che sembrano scritte apposta per te.
To live fast and die young
We've got the vision,
Now let's have some fun!”
Boh, mo’ vado, che c’ho da trasferirmi a Parigi a farmi di eroina e scoparmi le stars, poi ancora cocaina, auto sportive, modelle per mogli, molty party, poco cervello, famiglia allo sfascio, desolazione e solitudine.
Alla fine lascierò i miei sessanta e qualche chilo di cadavere da cremare con nessuno che verrà a reclamarne le ceneri.
Causa del decesso: soffocamento da vomito.
Everyting must run it's course.
We’re fated to pretend!
Il video (ci impiega un po' a caricarlo ma ne vale veramente la pena).
Er mi frate’, come al solito, guarda la pagliuzza nell’occhio e non si cura della trave che gli trafigge il culo. A volte mi sorge un dubbio più che legittimo: che a forza di frequentare Carlos non comincino a piacergli sul serio le introspezioni anali.
Perché il problema non è Giuliano Ferrara.
Giuliano Ferrara è uno furbo e intelligente e quindi in un paese dove vige
DE-MO-CRA-ZI-A.
Ma il discorso della pagliuzza e della trave come lo vogliamo risolvere?
Eccoci pronti.
Il problema grave, in questo paese, è che se uno volesse mettersi lì a fare l’anti-Ferrara, ovvero metter su un partito a favore dell’aborto insistendo sul DIRITTO DI SCELTA non esclusivamente legato a un discorso salutistico, non potrebbe farlo. Cioè, sì, potrebbe anche farlo, ma verrebbe boicottato da tutti indistintamente, destra e sinistra, senza nessun passaggio sui media e tutto il resto.
Il problema, quindi, non è Giuliano Ferrara. Per me quella palla di lardo può dire quel che gli pare, ne ha tutto il diritto. Tanto io il mio voto non glie lo darei manco scannato.
Il problema è che in questa merda di paese saremo sempre alla mercé dei cattolici e dei loro tirapiedi di politici che ci ritroviamo tra i coglioni in pseudo-coalizioni del cazzo che a scorrere la lista dei nomi c’è solo da ridere per non piangere.
Sempre Vostro,
Il Compagno Greganti.
